FOTO VIDEO / Una linea di fuoco minaccia la Cona e Fonte Baiano. Rogo spento dal Canadair

Le forti raffiche di vento nella notte alimentano il rogo della ‘collina Monsignore’ in contrada Fornaci. Bruciati 14 ettari di vegetazione. Il sindaco: “Serve un fronte comune di sicurezza”

TERAMO – E’ stato spento con 4 lanci di acqua e ritardante da parte dei Canadair dei vigili del fuoco, l’incendio che la notte scorsa ha aggredito la ‘collina Monsignore’, alle spalle della cona e di Fonte Baiano, quartieri che il rogo nelle sue prime fasi ha minacciato di raggiungere, spinto dalle forti raffiche di vento. L’arrivo del velivolo antincendio ha permesso di chiudere una nottata di apprensione, in cui tutta l’attenzione dei vigili del fuoco è stata rivolta alla sorveglianza attiva per proteggere le case sparse attorno alla collina e la prima cinta di abitazioni dei quartieri a ovest della città. Anche il sindaco Gianguido D’Alberto ha seguito da vicino le operazioni antincendio, assieme al vigile ecologico Vincenzo Calvarese. Il primo cittadino, ringraziando i lavoro delle squadre di soccorso, ha ribadito la necessità di un fronte comune sulla prevenzione e la sicurezza del territorio, per arginare il fenomeno degli incendi dolosi che come questo, rischiano di mettere in pericolo non solo il patrimonio ambientale ma anche l’incolumità dei cittadini.

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ORE 3:00. Per proporzioni, l’incendio divampato poco dopo la mezzanotte e tuttora acceso sulla collina di Fornaci tra Torricella e la Cona, può essere paragonato a quello che distrusse ettari di vegetazione e minacciò tangenziale e centro di stoccaggio del gas a Carapollo, a Ferragosto del 2021.

Con la differenza che questo di stanotte è inaccessibile ai mezzi antincendio, posizionato com’è tra due colli e al limite dei primi caseggiati di contrada San Venanzo e Fonte Baiano sul lato più verso la città. Per questo motivo il lavoro dei vigili del fuoco, che sono attorno alla zona dell’incendio da ore, a protezione delle abitazioni e delle persone, si può limitare ad una stretta osservazione dell’evolversi della situazione: a gestire le fiamme, purtroppo, è il vento di libeccio (e/o scirocco) che dalle prime ore della serata di ieri soffia con forte intensità su tutta la provincia. Le fiamme, infatti, si attenuano e si ravvivano a seconda della raffiche, che cambiano spesso direzione. Una situazione climatica prevista e attesa (che preluderà ad un drastico abbassamento delle temperature, anche di 15 gradi), che alle 3:30 ha fatto registrare una temperatura in città attorno ai 26 gradi.

Sul posto, nel corso della notte, è intervenuto anche il sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto, accompagnato dal vigile ecologico Vincenzo Calvarese, per rendersi conto di persona della reale minaccia del rogo e per ringraziare di persona per l’impegno messo in campo dai vigili del fuoco e carabinieri forestali.

Si attendono le luci dell’alba per valutare la possibilità di aggredire il fronte dell’incendio con l’intervento dei velivoli dei vigili del fuoco e della Protezione Civile. Sul posto c’è il Direttore delle operazioni di spegnimento (Dos) dei comando di Teramo, che deciderà il da farsi, in contatto con la sala nazionale della Protezione civile.

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